mikele racconta "Dalla Culla", il suo esordio discografico
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19/10/2021 | lorenzotiezzi
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"Dalla Culla” è il singolo che segna il debutto discografico di mikele, giovane pronto a imporsi come una delle più fresche e interessanti realtà del Crossover della nuova generazione. Un sound europeo che unisce e mixa diversi generi musicali soltanto in apparenza lontani, amalgamandoli a lingue diverse, frutto dei suoi studi e delle sue esperienze.
Ciao mikele. Vuoi iniziare a raccontarci come ti sei avvicinato alla musica e quali sono stati i tuoi primi ascolti?
Mi sono avvicinato alla musica con il pianoforte a quattro anni. Non ho mai smesso fino a quando ho finito i pre-accademici del Conservatorio, momento in cui ho preso in mano la chitarra. I miei primi amori sono i Muse, i Red Hot Chili Peppers, Michael Jackson, 50 Cent e nel panorama italiano Tiziano Ferro.
Anche se la situazione sta via via migliorando come ci si sente a cantare e a pubblicare canzoni in tempo di Covid?
Cantare ha tenuto accesa la fiamma dentro di me durante il covid, quando suono evado dai muri che ho attorno. Pubblicare musica seriamente è un privilegio. Ho sputato sangue e investito molto su questo singolo emotivamente e tecnicamente. Molti hanno le idee per i pezzi ma non i mezzi per realizzarli. Io ho sempre avuto la fortuna di avere uno studio a disposizione.
Parlaci di “Dalla Culla”, il singolo con cui hai scelto di debuttare... Quali sono le battaglie, i messaggi e i valori che senti di rappresentare per i tuoi coetanei e in che modo pensi che la musica possa occuparsene?
Siamo una generazione tormentata, ma che lo nasconde. Con "Dalla Culla" ho affrontato tematiche rilevanti come la salute mentale e la morte che in Italia sono ancora argomenti di nicchia. Voglio mostrare alle persone che mi ascoltano che parlare ed esprimere le proprie preoccupazioni, invece di reprimere tutto dentro di noi, è un segno di forza. Nel mio brano parlo della mia perdizione legata alla morte di persone vicino a me. Chissà come starei adesso se non avessi scritto questa canzone.
Hai dei live in programma per il periodo invernale?
Ci stiamo lavorando. Vi invito a tenere sott'occhio la mia pagina IG.
Ciao mikele. Vuoi iniziare a raccontarci come ti sei avvicinato alla musica e quali sono stati i tuoi primi ascolti?
Mi sono avvicinato alla musica con il pianoforte a quattro anni. Non ho mai smesso fino a quando ho finito i pre-accademici del Conservatorio, momento in cui ho preso in mano la chitarra. I miei primi amori sono i Muse, i Red Hot Chili Peppers, Michael Jackson, 50 Cent e nel panorama italiano Tiziano Ferro.
Anche se la situazione sta via via migliorando come ci si sente a cantare e a pubblicare canzoni in tempo di Covid?
Cantare ha tenuto accesa la fiamma dentro di me durante il covid, quando suono evado dai muri che ho attorno. Pubblicare musica seriamente è un privilegio. Ho sputato sangue e investito molto su questo singolo emotivamente e tecnicamente. Molti hanno le idee per i pezzi ma non i mezzi per realizzarli. Io ho sempre avuto la fortuna di avere uno studio a disposizione.
Parlaci di “Dalla Culla”, il singolo con cui hai scelto di debuttare... Quali sono le battaglie, i messaggi e i valori che senti di rappresentare per i tuoi coetanei e in che modo pensi che la musica possa occuparsene?
Siamo una generazione tormentata, ma che lo nasconde. Con "Dalla Culla" ho affrontato tematiche rilevanti come la salute mentale e la morte che in Italia sono ancora argomenti di nicchia. Voglio mostrare alle persone che mi ascoltano che parlare ed esprimere le proprie preoccupazioni, invece di reprimere tutto dentro di noi, è un segno di forza. Nel mio brano parlo della mia perdizione legata alla morte di persone vicino a me. Chissà come starei adesso se non avessi scritto questa canzone.
Hai dei live in programma per il periodo invernale?
Ci stiamo lavorando. Vi invito a tenere sott'occhio la mia pagina IG.
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